La diagnosi delle infiltrazioni in un complesso di villette a schiera

Infiltrazioni da giardino pensile su solaio predalles

I solai predalles: una delle strutture più difficili da analizzare

Un solaio predalles ha la caratteristica di contenere, al suo interno, come materiale di alleggerimento, il polistirolo espanso.

In caso di inifiltrazione di acqua, il solaio si comporta come un serbatoio che rilascia acqua pian piano, in base alle condizioni di pressione atmosferica.

 

L’analisi di un solaio di questo tipo è pertanto molto complessa, dovendo cercare da quali punti il serbatoio di acqua è stato riempito nel tempo.

In questa analisi sono state usate le tecniche della termografia, della igrometria  e dei gas traccianti.

L’attività qui descritta è avvenuta in provincia di Varese, in Italia, in un complesso di villette a schiera. L’immagine è eloquente: il solaio dei garage interrati è completamente danneggiato da infiltrazioni.

L’estensione del problema è rilevante, con infiltrazioni e ruscellamenti di acqua in tutta la zona sottostante i giardini pensili prospicenti le villette (la zona è quella indicata  nella immagine seguente, evidenziata dal tratto azzurro).

Le infiltrazioni, oltre che un rilevante problema estetico, costituivano una importante causa di danneggiamento delle strutture oltre che delle automobili parcheggiate nei vari garage, colpite continuamente da acqua in percolamento dal solaio, in particolare in determinate condizioni di pressione atmosferica.

Perché questo tipo di solaio funziona come un accumulatore che rilascia acqua a seconda del grado di riempimento e delle condizioni di pressione atmosferica presenti, rendendo difficile correlare, ad esempio, il gocciolamento con i fenomeni atmosferici precedenti.

La prima parte di una analisi è sempre l’ispezione visiva, per comprendere quali siano i segni ed i sintomi chiaramente presenti, ma anche valutare lo stato dei luoghi.

Molto spesso, un occhio attento e addestrato è in grado di capire velocemente quali siano i possibili punti deboli di nella realizzazione di un sistema impermeabilizzante per un complesso abitativo.

In questa prima fase dell’ispezione sono infatti emersi diversi indizi di possibili punti di infiltrazione. 

In più punti la guaina impermeabilizzante si presentava infatti distaccata e i tubi di scarico dei pluviali si presentavano mal sigillati o danneggiati.

Le due immagini seguenti sono esempi di quanto è stato rilevato visivamente.

A seguito della ispezione visiva, tutti i punti chiaramente ammalorati all’intradosso del solaio sono stati mappati e correlati con le anomalie visualizzate all’estradosso, nei giardini, sui parapetti, negli scariche, ecc.

Una volta eseguita una correlazione di massima si è proceduto con tre diverse metodologie di analisi:

  • l’analisi termografica dall’intradosso del solaio;
  • l’analisi igrometrica dei materiali, dall’estradosso;
  • la rilevazione dei punti di perdita mediante la tecnica dei gas traccianti (per la quale sono state predisposte le opportune flange di insufflaggio al di sotto della guaina impermeabilizzante).

L’analisi mediante termocamera ha evidenziato le zone di effettiva presenza di umidità.

Una ispezione visiva mostra infatti cosa è accaduto nel tempo, in termini di ammaloramento, ma non è in grado di discriminare facilmente quali zono sono ancora umide e quali invece si sono asciugate.

L’uso della termocamera permette invece di visualizzare chiaramente in quali zone è presente umidità che, in condizioni normali, presenta la superficie in fase di evaporazione, quindi in condizione di raffreddamento a causa dell’energia che l’acqua richiede per il processo di cambiamento di stato.

Pertanto, i punti con la maggiore presenza di acqua, ove l’evaporazione è presente, possono essere considerate zone in prossimità ai punti di ingresso, che quindi vengono così circoscritti nella fase di ricerca.

 

A seguire è stata eseguita la verifica igrometrica, mediante strumentazione non invasiva.

Lo strumento utilizzato non ha permesso una quantificazione esatta dell’umidità nei materiali, essendo uno strumento in grado di dare una indicazione esclusivamente di tipo “qualitativo”, tuttavia ha permesso avere una indicazione delle zone con più o meno quantitativo di umidità: più acqua è solitamente più vicino al punti di ingresso (fatti salvi alcuni effetti gravitazionali dovuti alle pendenze del solaio, in questo caso non eccessivamente penalizzanti).

Ultimo passo per la precisa localizzazione dei punti di infiltrazione è stato l’utilizzo dei gas traccianti, iniettati tramite apposite flange opportunamente posizionate in punti strategici per garantire un buon insufflaggio del solaio.

Inseguendo con l’apposito “naso elettronico” le tracce del gas dai punti di fuoriuscita dal terreno, è stato possibile quindi localizzare tutti i punti in cui il sistema impermeabilizzante risultava fallace.

Non sempre il sistema dei gas traccianti è risolutivo, ma in questa situazione le condizioni di utilizzo si presentavano ottimali, di conseguenza i risultati ssono stati quelli attesi.

La parte di reportistica finale, oltre alla mappatura dei punti di criticità, di cui alleghiamo alcune parti, ha comportato anche il piano di modifica della realizzazione di alcuni dettagli della impermeabilizzazione nonché lo studio completo delle attività risolutive necessarie.